Scatola Stampate In Teso
Bristol, in piazza Barberini, per non dilungarsi troppo dal vecchio alloggio; benché di luglio, a certe ore del giorno, piazza Barberini bruci. Cortis che la sua amica in quel momento aveva bisogno di lei, e che egli era libero di aprire quel portafogli e vedere. E adesso ditemi cosa volete ancora da me, voi e quest'altro mio reverendo cugino, padre Daniele della compagnia di Gesú. Allora, sentendosi venir meno nella lotta durata oltre venticinque anni, vedendo accostarsi in fondo a una tenebra di miseria l'ultimo suo giorno, aveva chiesto a Dio se il calice amaro non fosse finalmente vuoto, se prima di morire non potrebbe vedere suo figlio.
Suonerebbe tutto il dí certe musiche barbare da fare sbadigliare la Sicilia intera, e lei ci si rimescola ch'è una pietà.
Avviluppato in uno scialle di sua moglie, vi masticava dentro ogni tanto un pezzo di soliloquio sull'umido infame della notte, sui cavalli gottosi della contessa Tarquinia. Bastava dire a Elena che suo marito non era piú al palazzo Madama e che oramai per quel giorno sarebbe inutile andarne in traccia. Alla stazione mi fischiarono, ma poi feci un discorso politico al circolo elettorale e offersi piú tardi, al caffè, un indefinito numero di schiaffi; credo proprio non essere in debito verso quegli eccellenti miei fratelli. Appoggiato il gomito destro al ginocchio e il viso sul palmo, guardava il lago. Ella ebbe un momento di vertigine, socchiuse gli occhi sentendosi mancare, gli tolse pian piano le mani, ritrasse la persona nell'angolo opposto del canapè.Parlamento era vicina e che non ti pareva opportuno di fare un viaggio cosí lungo per tornare subito sui tuoi passi fino a Roma.
Berlino, l'aveva insegnata a Firenze ed era tornato dopo sette lunghi anni a Villascura per prepararsi un avvenire politico. Quello scritto, ultimo tesoro che gli restava d'Elena, lo doveva leggere subito? Era stata nelle sue mani, era una cosa sacra, per sempre. Non entrò nella villa, prese la stradicciuola che cinge in alto i giardini. Tarquinia che accennava con l'ombrellino di venire all'ombra, tra la casa e il cipresso morto, vestito di glicine. Persisteva nel proposito di tenere la direzione fino all'adunarsi della Camera nuova? Ripiegò tosto indietro, lo guardò ancora e poi aperse il libro con mani tremanti, lo sfogliò anche lei avanti e indietro, a lungo. Mi rincresce di non poter fermarmi; del resto, re assoluto se la comanda, ma coi preti giuocar a tresette e poi basta. Egli pareva aspettare il silenzio, inchinando la persona sul banco cui appuntava le mani. Villascura e il factotum Malcanton corse a riceverla e accompagnarla nell'angolo tra la fattoria e gli allori che chiudono a ponente il giardino.Io ho sempre inteso e da lui e da Lei e da tutti che il signor Cortis era solo, che non aveva altri parenti se non loro.
E si udiva parlare, udiva il cicaleccio indifferente dei colleghi, poi le interruzioni, i richiami, le ingiurie. VENTUNESIMO NEL POEMA DELL'OMBRA E DELLA VITA L'indomani, a colazione, s'era deciso di condurre, fra il tocco e il tocco e mezzo, il senatore Clenezzi ai giardini Cortis per far ritorno a villa Carrè dalla parte di Caodemuro. Ieri la baronessa, che è solita passare dal letto a una cislonga, poté fare qualche passo per la casa, e mi confessò che da un pezzo non aveva preso cibo con minore ripugnanza. Lao rispose il giorno dopo, ringraziando e non accettando il danaro offerto. Altri misuravano placidi e lenti il durar di una pazienza flemmatica, di una placida soddisfazione; o il cammino di un pensiero su qualche via molto lontana da Montecitorio. La lettera, in lacrime, era ancora lì, piegata, in tasca.L'avvenire di Cortis non era certo in poche mani d'idioti.
E solo quieta benevolenza voleva dimostrargli dal canto suo, accettando di amare e di soffrire in silenzio, con l'appassionata speranza di poter fare qualche cosa per esso, non sapeva che, di poter operare su questa via un po' di bene al mondo. Il cielo era puro, sul lago e sui monti vicini giocavan le luci oblique e le ombre lunghe del mattino; e, nello sfondo di oriente, la punta dolomitica, circonfusa di vapori azzurrini, non pareva piú minacciosa.Egli le disse allora ch'era stato tanto felice di apprenderlo dallo zio Lao, che questa felicità gli aveva fatto dimenticar tutto fino a pochi momenti prima, quando gli era balenato il dubbio di commettere una cattiva azione.
Chiese poi alla fantesca che gli aveva aperto se il senatore avrebbe sicuramente rincasato prima dell'indomani.
Era invescato in troppi altri debiti e di natura non meno maligna.
E subito si sentí dentro come una scossa, un intorpidimento elettrico, un mancar della vita. Trovò sua madre e il senatore in loggia a scambiarsi gli ultimi ringraziamenti.Tutte le case dormivano sommesse sotto il ticchettio della pioggia fine.
Alessandria in settembre e ve lo riconduceva alla fine d'ottobre. Gli parve troppo freddamente savia, ingiusta verso di lui. Elena consigliò invece una gita ai giardini Cortis e ci mandò suo marito in vece sua, scusandosi con i preparativi della partenza. Schiro, che serviva qualche volta la contessa Tarquinia, fermò Cortis. Entrarono tutti in sala, scesero nel giardino francese, girarono intorno al bacino della fontana. Loescher a pigliare le Mémoires d'Outre-tombe, e vi fu veduta dal senatore Clenezzi di Bergamo, un vivace vecchietto che l'avrebbe adorata ginocchioni per la sua bellezza, per il suo ingegno e perché non gl'infliggeva mai, rara avis, né biglietti di concerti, né associazioni a opere di autori deputati. Cavour in un programma agli elettori di Vercelli, che lo lasciarono sul lastrico.Cortis; per voialtri sono Daniele Cortis che ha scritto sul bimetallismo e sulla pluralità delle banche; e sono poi anche il consigliere provinciale Cortis che ha votato con i vostri amici, quando gli altri vollero fare della politica nella nomina dell'ufficio di presidenza.
Elena, di non poterci parlare, di non poter stare insieme liberamente! Sdraiato nella sua poltrona, teneva sulle gambe una coperta di mal augurio.
Tempio della Quiete, perché è intelligente; forse udí il treno di Napoli fischiar da lontano nel silenzio. Era stato uno stratagemma del signor Lao per non metter fuori quattrini e di Elena per evitar scene e scandali in famiglia. Ed anche i sussurri, gli scrosci subiti per le piante, tutte le varie voci dolenti e sdegnose del vento le facevan bene, quantunque non potesse ora parlar con loro come una volta, quando le ascoltava in qualche angolo deserto, contemplando sola, beata, e tanti dolci pensieri le venivano in mente, tanti sogni. Perlotti, inzuppato di sudore, voleva far ballare Elena a ogni patto, faceva mille smancerie.Ora guarisco, Dio solo sa perché, ma non sono piú Elena, non ho piú la mia volontà forte, sono una foglia che trema ad ogni vento; anche l'intelligenza mi si è confusa, il cuore è debole debole, piango di nulla, m'irrito di nulla, son troppo bambina, son troppo donna.
Uscendo di chiesa trovò Pitantoi e don Bortolo in amichevole confabulazione col cocchiere. Soggiungerò che uscendo dalla Camera ne darò le notizie, molto forte e su tutti i toni, ai nuovi elettori, e non andrò sicuramente a predicare la trasformazione dei caratteri e delle opinioni per costituire una maggioranza molto estesa e poco vitale. Il cielo scuro, il Rovese con la sua cupa voce collerica parevano consci di un futuro sinistro.Daniele, mamma" continuò colla stessa voce sommessa, stanca.
Sto nella politica fino alla gola e mi ci guasto i modi e lo stile.Malcanton era specialmente incaricato di preparare il lawn-tennis prima che arrivassero dalla città gli ospiti attesi.
Raccomandò ad Elena di tornar presto; doveva guardar bene di non lasciarsi condurre in Sicilia; non era neppur prudente, se passavano l'estate al mare, di andar a Napoli. La raggiunsero sul sentiero che sale sotto i grandi castani e il delicato verde delle acacie, e gira quindi sul dorso del poggetto, fra sottili tronchi spogli di abeti e di pini. Camera era aperta e che il reverendo signor Cortis, non sapendo come diavolo continuare un suo discorso, è andato, con l'aiuto dei santi, in deliquio; e allora, per un caso stranissimo, tu, che eri venuta per assister me, hai assistito lui di giorno e di notte, eccetera, eccetera. L'arciprete si struggeva in ringraziamenti a nome de' suoi poveri. Clenezzi, la poesia è morta o almeno è partita piangendo, come dicono quelle strofette che io ricambio con ingrata prosa.Questa, vestita di nero, senz'altri gioielli che una croce di turchesi al collo, soffriva delle impazienze di sua madre, delle chiacchiere inesauribili di quel signore, di trovarsi lí fra tante persone ignote e sugli occhi di tante altre, con quello che aveva in cuore.
Arriva ora un biglietto enigmatico di mio genero che aumenta le inquietudini d'Elena e spaventa me pure.
Il cielo che diventa sette volte piú divino per l'assunzione di Mazzini"! Gli ho ben permesso d'essere mio fidanzato prima e mio marito poi. Perché certo l'amore di Cortis non somigliava alla inestinguibile passione sua. Le era venuto questo pensiero la prima notte udendolo camminare nel salotto. Lao alzandosi, "meglio questi pochi versi antichi che tanto brodo moderno, non dirò di porco, ché io lo apprezzo, ma di asino. Daniele volle saper l'ammontare dei debiti di sua madre e non fu cosí facile, anche perché, secondo lei, neppure un quarto s'era veduto in casa della roba che i bottegai bugiardi avevano scritta. Clenezzi domandò se si sarebbe raggiunto il confine austriaco. S'intravvedeva appena, in fondo all'entrata, l'arena chiara. Elena camminava un po' innanzi, perché lui non le aveva piú offerto il braccio. Roma, aveva poste le mani su certi titoli di credito spettanti a minori nella sua tutela, ne aveva dato in pegno, ne aveva fatto danaro.Cortis l'afferrò alle braccia, la spinse in camera e chiuse l'uscio dietro a sè.
Tarquinia avrebbe desiderato una certezza maggiore, ma Elena corse via e andò dritta dallo zio Lao, che, alzatosi un momento per guardare il tempo, s'era coricato da capo.
Non l'ho più rivista da allora e non penso che sia vissuta ancora qui, suonando gli anni sul suo violino, in questo palazzone del padre che ora non è più di nessuno. Che dolce sogno nascondersi con lui, per sempre, in questa quiete pensosa! Riprese sospirando la via, aperse lo Chateaubriand alle ultime pagine, ben lontano dalle lettere della contessa di Caud, lesse un periodo o due su Bonaparte e richiuse il libro. Io poi ho predicato a quei cretini che non ti volevano sentire. Ci volevano le grandi idee dei conquistatori di settembre per mettere il re in una casa di preti. L'avvocato prometteva di ricomporlo con tutti i suoi creditori, di salvargli l'onore e la libertà, di fornirgli un sufficiente assegno vitalizio a patto che emigrasse per sempre in America.Allora la banda si mosse suonando, fece un giro tra gli alberi illuminati, poi andò sul prato tutto buio, a mezzogiorno della villa.
Viminale, un guazzabuglio pittoresco di tetti scaglionati; al di là della strada, proprio qui sotto ci ho un bel tappeto verde, degli agave, delle rose, dei zampilli; e a sinistra, in capo al cannocchiale della via ombrosa, uno sfondo di cielo, i monti Albani.
Pur troppo vi è un tal baglior d'oro e un tal suono falso in tutte le parole di quella donna, che nessuno le può accettar per buone.
In chiesa piú ancora che fuori si sentiva muta di fede.Grigioli" disse la contessa a un giovane che parlava con la baronessa Elena Carrè di Santa Giulia, seduta sul canapè vicino.
Tre ore prima che egli recasse le proprie dimissioni al Senato, l'avvocato Boglietti lo aveva affrontato in piazza di Pietra e tratto riluttante al proprio studio, allegando un'assoluta necessità di parlargli immediatamente. Finalmente uscí un brano di giornale con la famosa lettera diretta a un tale prof. Checco Zirisèla che aveva il piú bel podere della vallata e non andava a messa "Già! Abbandonata la persona sulla spalliera del canapè, teneva il viso un po' chino al petto e le braccia strette alla vita sottile, come se avesse freddo. Rispose che si trattava di alcune ultime intelligenze da prendere con l'avvocato, di alcune formalità relative al noto accomodamento. Figurati se ci ha pensato molto a venir su senza domandare a nessuno! Cara te, prendiamo su in nome di Dio questo benedetto Daniele, e andiamo. Sprezzatore, nella sua robustezza fisica, d'ogni bisogno del corpo, sprezzatore e ignaro insieme d'ogni arte medica, non pigliava medicine mai se non per qualche sofferenza che gl'impedisse lo studio o l'azione; e allora si curava brutalmente, combattendo il solo fenomeno con gli specifici piú violenti. No, sul tavolino v'erano i suoi anelli, il suo braccialetto, il suo Chateaubriand aperto. Non le conosceva; aveva conosciuto una signora che si divertiva a dipingere e doveva abitare da quella parte. Tarquinia piacque accettare ogni spiegazione che le mettesse il cuore in pace, almeno per quel giorno.Elena, "Né mi rispondi, né mi fai rispondere quando una parolina basterebbe.
Lao, accettando il danaro prima rifiutato, sollecitandone l'invio e promettendo spiegazioni per lettera. Si congedò, promettendo tornare verso le dieci per mettersi a disposizione della contessa Tarquinia. SESTO LA SIGNORA FIAMMA Cortis arrivò a Lugano a sera inoltrata e scese alla modesta Pension du Panorama, una delle casine che biancheggiano col nome di Paradiso sull'orlo del lago, in quel curvo seno lontano dalla città, onde ascendono le subite pendici del San Salvatore.Loescher, ritto lí con il Chateaubriand in mano, sorrideva.
Meglio andar soli, senza tanti cialtroni dietro che chiacchierino, ridano e lo mandino al diavolo. Costui era in chiesa, ma una melliflua governante pregò la signora contessina di voler pazientare un momentino e si ritirò discretamente quando sopraggiunse l'arciprete con una giusta miscela, negli affrettati saluti, di ossequio, di meraviglia e di aspettazione. Il silenzio desolato, le immense rovine cineree e nere gli davan l'idea di un cratere spento della luna, fra quelle montagne morte, al crepuscolo. Tarquinia non capiva come si potesse affrontar quel vento. Ricordò poi come in una precedente seduta fosse stata approvata, a grande maggioranza, la candidatura Cortis, per la quale il Comitato aveva anche iniziata la propaganda elettorale.Clenezzi è venuto da me e mi ha detto che si sentiva in dovere di riferirmi cose assai gravi.
L'avvocato aveva creduto bene di rivolgersi tosto alla Presidenza del Senato, informandola di ogni cosa, onde trovasse modo di evitare un cosí grande scandalo e di costringere il barone all'adempimento del proprio dovere. Dio" diss'egli, "questa Italia, che non abbia piú niente da insegnare al mondo? Lei" continuò Cortis "che se la fosse cosí, mi passerebbe per il capo di cercare la deputazione? Dica pure a' suoi amici che mi si potrà trovare nelle file d'un partito conservatore, ma che io sono una forza motrice. Era come una dolce musica quella cameretta; troppo dolce! Si soffriva, lí, si perdeva tutto il vigore dello spirito; bisognava esser felici per abitare un nido simile, non aver nell'anima quello che ci aveva lei e che si accordava tanto, in un certo doloroso modo, con l'ambiente. Infatti, appena ebbi pronunciato il Suo nome, s'impadroní del mandato, piú che io non glielo abbia offerto. Elena aveva saputo che il vecchio dottor Cortis, già emigrato in Piemonte, non si era voluto, per causa della sua sciagura domestica, restituire nel 1866, al Friuli; e che era stato indotto dalla sorella Tarquinia a comperare Villascura. Ho paura d'essere stato, in grazia di quella signora, piú fiorito e frondoso delle mie foreste. Andava e veniva con le mani in tasca e il cane alle gambe, davanti a Grigiolo seduto nell'attitudine piú rispettosa possibile, con tanto d'occhi sbarrati. Santa Giulia aveva ben parlato d'Aix in principio, se gli riusciva di ottenere il danaro. Io sono un barbaro in fatto di musica, ma quella lí mi ha fatto una impressione! Quando uscii di chiesa il cielo era nero sul Vaticano, una occhiata di sole incendiava la fontana di sinistra, il colonnato e il palazzo; in piazza non c'era un'anima. Cerca, se è possibile, che le camere guardino sulla piazza. Tarquinia uscí in giardino con tutti i commensali, meno Lao che corse a chiudersi in camera. Elena si alzò, aperse le finestre all'odor fresco delle montagne e del verde. Ella non credesse di poterlo fare per riguardi personali, m'incaricherei io stesso di far sí che la contessa venisse a Cefalú senza comprometter Lei. Sí signora, dico io, e ho fatto molto bene, quantunque le mie parole sieno cadute sulla strada o fra le spine. Poi le parlò di uno stranissimo biglietto di Cortis, pervenutogli in quel momento. E cosa gli viene in mente di condurre quel povero vecchio di Clenezzi che starebbe tanto meglio a casa sua? Suo marito le aveva fatto pervenire, prima che lasciasse Roma, un bigliettino in cui s'impegnava di scrivere cinque o sei giorni avanti la partenza. Elena invece non sapeva piú dominarsi; allegò un forte dolor di capo. Minerva con il desiderio di pregare, di trovare un po' di pace. Cortis aveva proposto di scendere pel valloncello al viale di carpini e quindi al lago.Credi tu, cara Elena che Pergolese e lei sieno ora insieme? Io parto domattina; passerò il lunedí e forse anche il martedí grasso in casa Carrè.
Vuole adesso, signor Daniele, che la contessina abbia fatta questa parola senza una gran ragione? Si figuri che un momento dopo prende un libro, sta lí a guardarlo un quarto d'ora tremando tutta cosí come una foglia, lo mette in fondo a una valigia e poi, quando la valigia è ben piena, fu fu fu, me la disfa, piglia fuori il libro e intanto che io rifaccio la valigia, scrive un biglietto e lo mette in questo libro.
Bisognava scendere, mostrare a Clenezzi, dal ponte, le casupole accoccolate per i macigni sullo sfondo pittoresco della gola, e, abbasso, lo spacco dove va, chiusa, l'acqua verde, potente, a spandersi poi giú verso i prati, in un largo clamor di spume. La contessa pensò subito ai danari che suo genero voleva, si spaventò all'idea di una scena proprio in quel giorno, con la casa piena d'ospiti. Prima di rientrare all'albergo andò, lungo il lago, in città.Se vuoi salvarlo tu, fa pure, fai benissimo; io non butto certo via i miei danari in questo modo.
Né lui né altri le disse niente; lo udí tornare alle quattro del mattino.
Santa Giulia restò solo con il conte Lao per un momento, perché Elena si voltò, prima d'entrare in casa, a chiamar quest'ultimo.
Mi guardai nella pozzanghera in cui avevo immerso le scarpacce da tennis che mi conducevano ovunque.Cortis stava leggendo, gemiti e singhiozzi scoppiarono sopra la sua testa, nel silenzio della casa.
Ella tremava, tremava, non aveva piú volontà né forza, quasi non intendeva né vedeva piú.Lugano perché si era innamorata, con i suoi cinquantadue anni, di un giovane medico, e questi, nauseato di tali affetti, non aveva piú voluto saperne di visitarla.
L'avvocato Boglietti doveva andar da lui l'indomani mattina per la risposta. Sono le undici e mezzo, non c'è luna; sarà difficile distinguervi un pesce da un candidato; ma sta tranquilla, gli uomini politici non affondano mai. Io vi lodo di non saper né voler parlare il linguaggio che questi elettori intendono. Cortis "protestano contro di me perché ho espresso alla Camera delle opinioni clericali. Elena né le idee, né le inclinazioni, sentendola superiore moralmente e intellettualmente a sè, e conscia in qualche parte di certe galanterie passate che la contessa, col suo buon cuore, si perdonava senza sperare uguale indulgenza dalla puritana figliuola. Elena si sentiva portare nelle sue braccia da una tenerezza, da un rimorso, da uno struggimento indicibile, da un bisogno di confessargli tutto, di piangere sul suo petto. Le vennero in mente, chi sa perché, anche le povere rose che guardavano nella sua cameretta deserta. Ed ecco che gli stava di fronte con la spada in pugno, furioso. Elena sedeva nella sua camera presso la finestra aperta, tendendo involontariamente l'orecchio a ogni passo che suonasse giú nel giardino.Parlamento fu aperto; tu hai desiderato vedere un po' dell'inverno siciliano, venire a Roma dopo le vacanze di Natale.
La contessa Tarquinia chiese ad Elena, appena lo poté, se fosse una strega.Elena s'inginocchiò un momento, non a pregare, ma a pensare che se fosse lecito domandar simili cose a Dio, se un'anima poco credente, poco degna come la sua potesse sperarne ascolto, gli chiederebbe di provveder lui, di liberare Cortis.
Camera, i vicini intenti a lui, intento il presidente; e, in faccia a sè, sotto la tribuna di sinistra, l'orologio muto che veniva segnando, momento a momento, il passar di parole irrevocabili, il passar di un'ora fra le piú solenni, fra le piú gravi della vita di chi parlava.
Allora vi ritornò di slancio, vi si dimenticò dentro fino a che il sole, uscendo dalle spalle della montagna imminente, le sfolgorò sul libro.
Sono quindi costretta a dirti che alcune frasi del tuo biglietto da Lugano e della lettera d'oggi mi spiacciono, mi offendono. Noi siamo temprati per la guerra e la tempesta, siamo armi in una mano ignota che non posa mai e non ci lascia posare, e come ci stringe! So che a te, altera creatura, questo non piace; ma non è uomo politico né patriota chi non sa deporre a tempo e luogo queste deboli fierezze.Lao le diceva brevemente che, non credendo affatto a quanto ella gli aveva raccontato e temendo di qualche sciocchezza sentimentale, le avrebbe mandate a Roma per mezzo della Banca Nazionale quindicimila lire ch'ella gli avrebbe riportate in ottobre, se proprio non le occorrevano.
Elena posò un momento la mano sul poderoso tronco fedele, tornò indietro. Io, come gentiluomo e amico di gentiluomini, ci tengo a fare un atto di cortesia verso il mio avversario prima d'incrociar le lame. Lo credo capace di affrontar qualunque rovina piuttosto che accettar niente da noi. Ho preso da domani, 15, un appartamento in piazza Venezia. Ma intanto io dovetti partire a precipizio da Lugano e non la rividi. Sicilia e a te, ma in un modo nuovo, penetrato dalla calma delle solitudini. Ecco, ne ho sposate, le amo, le possiedo, e se Dio ci aiuta metteremo insieme al mondo una forte prole. Camera di elementi ostili alle nostre istituzioni e alla libertà; tanto che alcuno di voi, alcuni elettori di cui rispetto l'onesto terrore, ripugnavano persino, come ho testè inteso dall'egregio presidente, a udirmi. Dev'essere un momento ben felice quello di sentir la fine e di poter dire tutto.E non avere un'anima in cui versar la sua, non un aiuto, non un conforto! Cortis, non potrebbe tuttavia pregare che lo zio le portasse una buona notizia, un felice scioglimento impensato.
Non le veniva neppure in mente che fra Daniele e sua figlia vi potesse essere una corrispondenza pericolosa. Clenezzi che domandò loro il nome di due squallide torri in rovina, sedute sugli scogli di là dal Rovese a guardar giú la ghiaia bianca.Lo chiuse in fretta, lo posò; ma poi lo riprese per portarselo via.
Perciò affretto col desiderio il momento in cui si costituirà un partito parlamentare, un elemento di governo con questo ideale.
Elena con voce ferma e alta per vincere lo strepito del treno lanciato a corsa "che senza il danaro mi avresti portata in Sicilia e che non si sarebbe piú parlato né di Roma né di Veneto. Solo un signore di Sinistra ha osato dire che, se noi viviamo nella luce della filosofia e della scienza, quei poveri asiatici stanno ancora nell'ombra della religione; e che, volendoli pigliare, bisogna pigliarli per quel verso, come fa la Francia! Stavolta però quel signore l'aveva imbroccata giusta, e ho parlato anch'io in nome di un interesse politico, per quei poveri grandi cuori che tanto fanno per un'idea, che non cercano fama, né onori, né ricchezze, e che si vorrebbero lasciare in abbandono da questi piccini ben pasciuti liberi pensatori della Commissione del bilancio. Sanno che io, cattolico, se diventassi ministro, sarei capace di costringerli a studiare, con una legge di maggio, qualche cosa di piú che la Summa contra gentes. La contessa Tarquinia era nel corridoio ad aspettare sua figlia. Appena entratovi, si vide nella sala dell'adunanza elettorale, in faccia ad amici atterriti o accigliati, fors'anche ad avversari beffardi, solo, assalito con armi sue proprie, con parole che non conosceva ancora ma certo scritte da lui, chi sa dove, chi sa quando, ma certo sincere, non disposto a nessun sotterfugio mai, a nessuna ritrattazione, a nessuna viltà, costretto a dar battaglia con una bandiera nuova, in altro tempo e in altro luogo che non avrebbe voluto. Ne domandiamo a Clenezzi, e Clenezzi, rosso come un Bacco, c'impasticcia che l'ha veduto anche stamattina, che sta benissimo, che sarà andato qua, che sarà andato là. Grigiolo e Malcanton erano partiti, esser sola con il rospo di suo cognato, non avere un aiuto, un consiglio! Anche la casa e il giardino le davan noia con il loro disordine, fastidiosa feccia del tripudio scolato. Era poi evidente che lo zio non l'avrebbe lasciata confinare a Cefalú. Elena poi aggiunse alla mia lettera un biglietto in cui gli diceva che veniva a Roma con l'intento di essergli utile anche contro la sua volontà stessa, occorrendo; e gl'indicava il giorno e l'ora del nostro arrivo, l'albergo dove saremmo scese. Gli occhi suoi poterono ancora incontrare per un attimo, quelli di Elena. Saturno ai piedi, una dozzina di biglietti, suonò per il domestico e dispose che fossero recati alla posta. Elena gli domandò se in nessun caso, in nessun modo accetterebbe un'offerta simile dalla famiglia Carrè, senza la condizione d'andare in America. Magliani, entrarono gli uscieri con i portafogli, li posarono sul banco del Ministero. Lo zio aveva protestato, la sera prima, contro una partenza cosí mattutina. Ma quando mai la moglie d'un briccone ha il dovere di tenergli dietro se va in America? Guardò suo zio con gli occhi spalancati, stringendosi le mani al petto, senza proferire parola. Allora mia madre dichiarò che non aveva inteso alludere a te, bensí a tuo marito.Intanto sopravvenne Malcanton a domandarle se durante le funzioni religiose si dovessero fare entrare i suonatori nel palazzo a riposare un poco, invece di mandarli a suonare in chiesa come avrebbero voluto i preti.
Cefalú si turbava; attendeva con apatia il mare e la solitudine. Malcanton e il conte Perlotti giravano per il giardino col gastaldo, davan ordini, pigliavano misure, studiavano il terreno, affaccendati come se dirigessero una fortificazione di campagna in faccia al nemico. Ella non poteva offrirgli, sacrificando sè, che un febbrile presente e un avvenire sinistro; anche solo lasciandosi amare idealmente, gli contristava la vita.Non guardi se io sto in piedi, perché sono nervoso e ho bisogno di muovermi; si accomodi.
Dio, baronessa Elena, sono appena le nove e Lei fa già attaccare! Allora altri fuochi bianchi divamparono a destra e a sinistra del prato, gettando un chiaror d'argento sulla ghiaia e sull'erba, sul nero brulichío della gente.
La padrona strillò, i garzoni corsero; quegli altri, sbalorditi, sgomentati, non sapevano piú in che mondo si fossero.
Un subito tremito invase Cortis, una subita angoscia gli corse al viso. Era una lettera dell'arciprete alla signora Cortis, in cui si parlava molto dei frequenti passeggi di Cortis con Elena, dei commenti che se ne facevano in paese. La debolezza è ancora grande e la dieta non può essere finora che lattea e vegetale; ma, se arriviamo a far tollerare il ferro e le carni, spero in un pronto ristabilimento. Com'ebbe veduto entrare la carrozza d'Elena scappò giú a salti dal suo laboratorio, raggiunse Perlotti e Malcanton che le andavano incontro per salutarla e dolersi dell'annunciata partenza. Però non dissimulerò a te, come la dissimulo agli occhi del mondo, una certa agitazione, uno spirito d'inquietudine, che, fino a domenica, mi lascerà probabilmente dormir poco. Si strinse con le mani il petto, temendo uno sfacelo di sè. Perché ti sei fatta scrupolo di lasciarmi una parola migliore? La sua delicata bellezza, recisa e posata qui sopra un barbaro volume di Hansard, muore con una gravità mesta che ricorda te in certi momenti. Quindi alzò gli occhi al ritratto di suo padre appeso là sopra il divano in faccia alla scrivania, stette a contemplarlo, palpitante. Io non so leggere gli obelischi, ma leggo e compito un poco gli uomini e le cose passate e presenti, e vedo incominciato un discorso che, dopo Dio sa quante virgole e quanti punti, deve andare a finir male. Tarquinia aveva fatto venire un gioco di lawn-tennis, il primo della provincia.Entrò nella stanzetta vôta, si commosse un poco vedendo quel freddo ordine senza vita e dondolarsi al vento le rose care ad Elena.
Elena intese che qualche cosa voleva dire e aspettò in silenzio.Anche lí, ai Cappuccini, quando avrebbe voluto pregar con fervore, chiedere aiuto a Dio contro se stessa, le tornava viva nel cuore una sinistra impressione riportata in quella chiesa, anni addietro.
Elena e la contessa Tarquinia dovevano essere arrivate alla Minerva da un'ora. TREDICESIMO VERTIGINE Alle nove e un quarto gli amici fumavano e chiacchieravano intorno a Cortis, che andava dall'uno all'altro, acceso in volto, con gli occhi scintillanti, parlando, scherzando, come se Elena, suo marito, la signora Cortis non fossero esistiti mai, se tante angustie si fossero dileguate dal suo cuore per sempre. Ella gli prese una mano, se la tenne in grembo, l'accarezzò guardandolo, cercando il suo sguardo. Le era dolorosissimo di dover partire cosí, senza commiato, con un inganno; ma non era possibile fare diversamente. Le notti piovose di lacrimi fini e fitte, che precipitano davanti ai palazzoni e, se la serata lo prevede, magari davanti alle torri gemelle della stazione Garibaldi, tra ponteggi eterni e cantieri inevasi da millenni. Lao descrisse al dottore Passo di Rovese e la vita che Cortis vi farebbe, almeno per qualche tempo; perché fino a guarigione intera e sicura il signor Daniele non si lascerebbe andare a Villascura, si terrebbe prigioniero in casa Carrè. La contessa Tarquinia contava su di lui per far divertire le signore. Non l'alzava mai ed Elena ne soffriva, s'irritava, in pari tempo, di soffrirne, disprezzava questa sciocca fibra egoista del proprio cuore.Invece la offerta degli schiaffi, meno cattolica, andò benissimo, e non sarò neppure indotto in tentazione di aggiungervi una sciabolata.
La breve ebbrezza le era già caduta all'udir nominare da lui la lettera. Verso l'alba, il treno entrò con gran fragore in mezzo ad alte spranghe di ferro tra cui si vedeva una grande acqua chiara e le fioche immagini delle stelle. Udí la voce di Cortis che abitava il quartierino a pian terreno sotto di lei e ora aveva aperto la finestra e parlava con qualcuno. Solo alcuni forestieri fumavano e parlavano sul terrazzo dell'Hôtel Washington, dove Cortis aveva alloggiato con suo padre nel settembre del 1868. Del resto io invidio chi vedrà, sí, le rovine di San Pietro e del Vaticano, ma vedrà pure i sublimi pontefici degli ultimi giorni, se saranno secondo la mia immaginazione e il mio cuore. Io ho domandato piú volte a me stesso se l'attuale reazione violenta contro la Chiesa e i suoi istituti, riconducendo, col suo procedere, il clero alla povertà e all'umiltà evangelica, costringendolo allo studio e all'illibatezza, non riuscirà salutare al vero sentimento cattolico.Camminavano adagio, lei con la testa bassa, con una irrequietudine convulsa delle mani, delle braccia, di tutta la persona; lui un po' curvo pure, ma freddo, guardando diritto davanti a sè, interrompendo di tratto in tratto con brevi domande.
Dio, cara Elena; sento che la mia vita deve oramai rispondere rigorosamente alle opinioni che manifestai agli elettori, e per le quali combatterò. Povero Cortis, quale consolazione gli aveva dato ella mai? Costei le aveva scritto dei ringraziamenti pindarici, delle tenerezze nauseabonde con certe sconvenienti allusioni alle persone male appaiate, che le avean tratto al viso il suo sangue altero.Questo amico è un ex deputato di destra, un dotto, un animale a citazioni che non può muoversi perché ha ingoiati troppi libri.
Elena ne vedeva uno spaventoso; Cortis aveva dei sinistri presentimenti. Cortis con lo sguardo fisso, scuro, che diceva in lei un'acuta intensità di passione. Non si riconosceva piú; le pareva di essere smossa oramai, nei suoi propositi, da una corrente che finirebbe col mandarli a fascio, col portarseli via. Tarquinia a Grigiolo, e lo spinse via con le mani, perché quegli, seccato, non ci voleva andare, preferiva la compagnia delle signore alla sua missione elettorale. Io credetti rassicurare l'avvocato dicendogli che, se il suo debitore non fosse stato in grado di pagare, la famiglia Carrè avrebbe sicuramente provveduto.Le rade fermate interrompevano per breve tempo questi pensieri.
Elena" disse avvicinandosi timidamente la signorina Zirisèla che dava del tu a Elena con il tono di chi teme prendersi troppa libertà. E poi si sentiva troppo turbata dalle parole di Daniele sulla riunione futura, troppo in pericolo di lasciargli intendere quanto l'amasse; perché egli non lo sapeva ancora, quanto! Non n'erano corsi che quindici dal loro arrivo e lo zio aveva bene scritto due volte! Ad ogni modo avrebbe dovuto scrivere prima ed Elena si diceva inquieta. Pare ora che la signora contessa sua madre, visto ch'Ella, signor deputato, non può muoversi di Roma, intenda venir lei a portarsela via. La donna, una chiacchierina toscana, avrebbe continuato Dio sa quanto su questo tono, se Cortis le avesse dato retta. Carrè, vide la contessa Tarquinia, capitò subito nella tribuna, si offerse alla contessa per quanto avrebbe potuto desiderare da lui in Roma.E perché macchiare la coscienza del troppo docile dottor Antonio? Ho saputo iersera che adora la musica piú ancora del vino d'Albano e di un certo cibo bergamasco, che chiama casonsèi e che va a mangiare una volta per settimana in Trastevere, da un oste suo compatriota.
Sopra il nebbione del Passo Grande s'intravvedeva qualche pallida sfumatura d'azzurro. Possono bastare quindici mila lire per ora; devi dire che ne ho bisogno per l'ultimo versamento del prestito di Cefalú, per non perdere gli altri. Si ricordava della prima visita dello zio e del cugino Cortis, nel maggio di quell'anno. Ogni novità repentina, insolita, congiunta ad un turbamento morale troppo profondo per potersi interamente dissimulare, desterebbe sospetti almeno nello zio Lao.Perlotti ripresero la loro borsa e vollero poi trattenersi fino alla partenza d'Elena per poter scrivere a sua madre, l'indomani, che l'avevan proprio accompagnata fino al treno.
Quello lí è un nome cosí che ha inventato la signora. Voglio dirti questo, che il danaro mi abbisogna e che se non l'avrò, te ne pentirai, perché io t'inchiodo a Cefalú per tutti i sempiterni secoli, e non c'è Roma, e non c'è Veneto, e non c'è Cristo che ti levi di lí. Trasse ancora la lettera adagio adagio, risalí dall'ultima delle quattro fitte pagine alla prima, alzando il viso ogni momento per ascoltare. Le consiglierei di scrivere direttamente e segretamente alla contessa Tarquinia Carrè. Poi, vedendo i vicini soccorrerlo, vedendolo abbandonarsi fra le loro braccia, balzò in piedi, gittò un grido soffocato guardando là, dove tutti ora guardavano da tutte le tribune, spenzolandosi in fuori, salendo sui sedili, mettendo ai parapetti una corona di prone facce avide.Per quell'ottimo uomo farei qualunque cosa, anche la parte dell'intruso.
Consiglio d'amministrazione, scoperta la cosa, aveva immediatamente chiesto spiegazioni al suo incaricato. Costituzionale, perché in questo caso l'uomo mi abbandona. In questa entrò la contessa Tarquinia, elegantissima, e, data ai due una occhiata rapida, domandò a Clenezzi se ci fossero notizie di suo genero.Aveva scelto egli stesso le camere per la contessa Tarquinia, al secondo piano.
Lao fingendo di non avere udito, "cos'è questa promessa che Lei vuole? In fin dei conti, quando un figlio perdona, chi è che ha da fare il severo? Con una sventurata che non ha piú niente niente se non il suo figliuolo e il suo Dio? Mio figlio si rimette miracolosamente presto; ho tanto pregato, signor conte! Si vuole condurlo direttamente in campagna, e non a casa sua, ma a Passo di Rovese, in casa Carrè! Io non so niente, ma trovo naturalissimo che i medici ordinino a Daniele la campagna e la quiete assoluta. Sua suocera gli disse amabilmente, scherzosamente, le piú fiere impertinenze per questa fuga improvvisa; pregò daccapo i Perlotti di fermarsi. Cortis non si riebbe per tutto quel giorno, malgrado i soccorsi della sua farmacia omeopatica e qualche bicchierino di rhum, la piú sgradita, secondo lei, delle medicine. Io non ho inteso di far male, ma te ne domando perdono ancora, se vuoi.Wolkonsky, dove c'è delle rose, delle rovine, dei corvi e del silenzio quanto se ne può desiderare in certi momenti psicologici che conosco.
La Presidenza del Senato vi ha già fatto invitare un'altra volta a rassegnare le vostre dimissioni, in un dato caso, da senatore del Regno.
Non verrò a Cefalú, dunque; farò invece una chiacchierata romana al tuo capezzale.
Per una questione cosí, per una questione di quindici giorni avrei anche potuto arbitrare.
Corno Ducale, mostrando al sole qualche scoglio verdognolo, come sospeso in cielo. Crederesti che io fossi venuto per divertirmi in questo ladro paese di reumi, dove si gela, santo diavolo, in giugno, e piove seicento e sessantasei volte il giorno? Elena, "Partirò probabilmente domani per costà, pregando Dio di trovarti ancora. Egli aveva vinto, aveva superato il primo gran passo, doveva esser felice. In quel tempo ho bevuto del fango assai, perché ero violento, allora, in tutto. Roma nel novembre dell'anno scorso, credo che del soffio di fortuna toccatogli, com'Ella sa, in estate, non rimanesse quasi piú traccia. Tutti si voltarono, meno l'emulo, a sbirciarlo insolentemente. Santo Dio, ho fatto un viaggio di dieci ore, potresti anche lasciar che mi lavassi, che mi mutassi! Tarquinia, che andò difilata nella sua camera da letto e chiuse l'uscio in fretta. Dipendeva da tante cose; dal successo della elezione politica, da altri suoi particolari interessi. Lo pregò quindi di trascrivere l'iscrizione latina della colonna. Lao salisse in carrozza con Elena, Clenezzi e Cortis, ma il conte rispose che di pazzie ne aveva fatte abbastanza, quel giorno. Non è sulla base di aerei ideali che si può costituire un vero partito politico; non vi si cammina su, lo so bene.Daniele Cortis aveva scritto il proprio nome sul frontespizio interno.
Nel dire forse per sempre la voce parve mancargli, la lingua intorpidirglisi. V'era già una fila di lumicini intorno alla guglia del piccolo campanile dietro gli abeti. Ce n'è poi un altro dei perché, e questo non riguarda la Tarquinia, questo è un perché piú delicato che dirò solo in un caso estremo, se proprio si vorrà assolutamente condurre Daniele a Passo di Rovese. Certo che ne indovinerebbe la causa vera; non sarebbe peggio? Sono sinceramente lieta di vederti sulla via maestra per un cammino che desidero onorevole e felice. Dio li aveva presi, Elena e lui, per sempre, che gli erano piú vicini, l'uno e l'altra, che la loro unione aveva oramai qualche cosa di santo e di eterno, per cui il dolore e la morte non la potrebbero sciogliere. Quasi tutti i deputati erano scesi ai banchi inferiori per udirlo meglio. Solo le labbra si movevano a quando a quando senza voce, articolavano una sillaba muta, come tocche dalla parola interiore ne' suoi scatti piú veementi. Elena, quante volte, pensando ai miei ideali, mi faccio l'effetto di un babbeo che contempla la luna con una scala in mano! Ma che lavoro ingrato su questo floscio buon senso italiano che domanda a tutte le audacie il bilancio preventivo e ha tanta paura di passar per poco pratico, e, sopra tutto, di perder l'ora del pranzo e la pace della digestione! Mi occorre assolutamente un giornale e non puoi credere quanto mi costi metterlo in piedi, benché molti, anche miei colleghi, consentano meco a parole.Santa Giulia vantava grandi benemerenze presso la Sinistra; forse crederebbe.
Cosa poté vedere in quel caro viso serio serio, mortificato? Mi faceva una gran pena che tu ti trovassi in una condizione da soffrire; sai, cara? Digli che non scendo perché non sto bene; che vado a letto presto.
Cortis, piano "che non ci troviamo insieme a Passo di Rovese, in maggio! Avrebbe dovuto chieder l'opposto, un richiamo immediato, dalla sera alla mattina, che non lasciasse agio alle tentazioni; e invece la mano debole, la mano vile aveva scritto cosí.
Daniele ne parlava scherzando, ma c'era lí e in altri luoghi della lettera una gaiezza nervosa che tradiva il turbamento dell'animo. Scrivile che doveva invece parlar franco a suo zio e chiedergli questo sacrificio. Intanto il dottore si lagnava con Lao della poca quiete che si lasciava all'ammalato; poiché conveniva ancora chiamarlo cosí quantunque l'attacco, non grave, di congestione fosse stato vinto rapidamente.Dio, com'era possibile pensare a Roma in questo momento? Lo si pregava intanto di non precipitar nulla, di non offrire dimissioni.
Smontò pallida e accigliata sulla spianata verde davanti alla casa, s'avviò per il cortile rustico al cancello dei giardini e si perdette nelle ombre del bosco.
Camera l'altro giorno mi scordai di dirti che ho parlato anche in favore dei frati; proprio, dei frati fancescani. Veneto ai primi d'ottobre, e poi hai trovato un pretesto per differire sino agli ultimi.Il cocchiere, che aveva ordine di attaccare alle sette e mezzo, usciva dalla cucina quando Elena entrava in loggia dalla sala.
Non gli garbava che si parlasse forte di queste cose tanto vicino a casa.
Soffriva, era mortalmente stanca, ma il pensiero di trovarsi ancora lí, all'indomani, quella lettera sul tavolino, le metteva paura.Si convenne che mi avvertirebbe subito del mancato pagamento e che aspetterebbe il danaro sino al 15 aprile.
Rosa, da Pazzallo, e un ritratto d'uomo; le sole tele in lavoro.
Si ravviò in fretta i capelli, a caso, perché non aveva lume; e discese.Dio e alla storia e che si guasta ben presto, per una legge comune, se resta inoperosa.
Cortis le disse in francese che lí non potevano stare; il domestico passava ogni momento, in sala, davanti alla porta.
VENTITREESIMO HYEME ET AESTATE L'indomani mattina pioveva.
Sentiva Elena vicina e sentiva insieme il confuso impero di altri pensieri, di necessità non ancora ben conosciute ma che lo venivano premendo ogni giorno piú. DICIOTTESIMO BATTAGLIE NOTTURNE Undici ore suonavano, quella sera del 28 marzo, da Piazza Navona e dalla Sapienza, la luna batteva sulle case, sui marciapiedi deserti, in faccia all'augusta ombra nera del palazzo Madama, quando ne uscí, solo, il barone Di Santa Giulia. Diglielo a nome mio, se sua madre non gliel'ha detto; perché sento ch'è tornata dall'inferno, quella strega. Adesso che gli occhi falsi non si vedevano, che non si udiva la voce ingrata, sentí per un momento quanto gli avrebbe potuto essere cara. QUINDICESIMO IL SEGRETO DELLA SIGNORA CORTIS L'avvocato Boglietti andò a casa Cortis alle dodici e un quarto, e fu fatto entrare dal domestico nello studio con l'ossequiosa preghiera di volervi aspettare un momento il signor padrone che sarebbe venuto subito.Elena si fermò, con il suo libro chiuso fra le mani, a guardar la corrente e, sull'altra sponda, in alto, i vecchi abeti di casa sua.
Tarquinia era troppo felice di questa notizia, non le sarebbe rincresciuto niente che l'assenza del signor cognato fosse durata di piú. Quando Daniele incominciava forse a pensarci, Elena era una fanciullona cresciuta prima del tempo e affatto indifferente alle occhiate dei giovanotti. Potrebbe seguirlo ancora, in questo caso, costringerlo, quasi, a parlare? Ella si pentí subito amaramente, s'irritò con se stessa. Cortis, sorridendo, "oggi, venerdí, non è giorno di Trastevere? Elena, la dolce parola "perdonami" e insieme l'atto, la voce, lo sguardo con cui era venuta. Quando s'intende creare un movimento dal di sotto all'insú, ci vuole franchezza e ardimento. Disse allora dei passeggi che il convalescente farebbe nel proprio giardino di Villascura e ne raccontò i boschi, i valloni, il lago, le fonti. Qualche facciata è più pulita, ma le luci sono fatte degli stessi fatoni ballerini di allora. Bismarck né alla sua idea di un solo ministro responsabile nel gabinetto. Elena; meglio non vederlo, meglio sapere ch'era fuori; poco le importava il dove, se al Senato, se al club, o in qualche casa equivoca dove si giuocasse piú forte e piú segretamente che al club. Sarei cosí mai felice di svegliarmi domattina su al Mercato delle Scarpe! Adesso arriva il conte Carrè, se Dio vuole, e allora io me la cavo presto.Elena e Cortis passarono, ma Lao, dopo aver brontolato parecchio allungando e ritirando ora un piede ora l'altro, tastando il terreno col bastone, dichiarò che Clenezzi e lui non passerebbero, girerebbero a destra, rifacendo un tratto di via per riuscire poi essi pure sul viale dei carpini.
Bisognava venire dalla campagna in città; ci voleva un pretesto preparato di lunga mano. Mi perdoni, ho fatto chiamare suo cugino il deputato Cortis, per il quale ho grande stima, gli ho detto tutto e l'ho pregato di fare le mie veci. Ventu marinu, dimmi comu ha statu e la signora mi si commuove peggio di prima. Gli chiese poi subito d'Elena e seppe da lui ch'era andata in traccia di suo marito e che per quella sera, probabilmente, non l'avrebbe veduta. Intanto il ministro finí il suo discorso fra i bravo e gli applausi. Seppi dopo la sua partenza che ha cercato invano di contrarre un prestito. Parole, attitudini, gli tempestavano nella fantasia con rapidità crescente. Prima d'informarla voglio accertarmi che non si tratti poi di un'impostura; tutto è possibile! Non sapevano piú nulla, Elena né Daniele, del loro cammino nel mondo; non potevano prevedere neppure un avvenire probabile, né quando mai si sarebbero ancora incontrati. Boglietti aveva ricevuto l'incarico di tentare per l'ultima volta una soluzione pacifica, chiedendo l'immediato pagamento di un terzo della somma e consentendo che il rimanente debito fosse saldato in due volte, giusta la proposta del barone. I Perlotti si provaron bene, sulle prime, di chiacchierare, ma nessun discorso attecchiva, e finirono con addormentarsi tutt'e due. Non sapeva qual via prendere, dovette fermarsi, pensar lungamente, guardarsi bene attorno prima di capire che era al canto di via dei Pastini.Elena lo guardò commossa, gli strinse le mani forte forte.
Era ancora quel dolor sordo al cuore, era ancora quella inerzia mortale della mente; ma piú gravi di prima.
Pergolese e di quell'incognita, che ti ho domandato se adesso saranno insieme? Potrei domandargli di far felice te, lo desidero tanto; ma non ho il coraggio di domandargli queste cose, io, al Signore; non ne ho il diritto.Pensò che Cortis non avrebbe dovuto scrivere cosí; e, giunta alla fine, tornò di slancio alla prima pagina dov'egli parlava di sua madre, rilesse quelle poche righe sconsolate, ne ebbe un dolor profondo.
Villa Carrè a prendere la mia roba; poi avvertire Schiro che sia qui col cavallo alle due per andare in città. Come uno spirito nel vento cerco di essere trascinato dove il destino vorrei mi trascinasse, ma non riesco a deciderlo da solo, dove andare. Esclamazioni dolenti di questo, ch'era stato qualche volta ministro delle sue carità segrete. Sai cosa mi sento invece qui nel cuore, di doverti dire? Ma forse in un altro momento non avrei la forza di dirtelo.Passo Grande che porta sul primo scaglione villa Cortis con le sue solitudini di boschi e di prati, fino a monte Barco e all'alta gola stretta da cui sbocca il Rovese.
Elena intanto camminava adagio adagio verso il bosco, sperando, quasi, che gli altri sarebbero tornati indietro senza di lei.
Cortis rivolto a lei col viso scintillante; e fu atterrito dagli occhi fissi, torbidi che lo guardavano, dal piegare stanco della persona.
Quell'amica viveva adesso in una lontana cittaduzza del Piemonte.
Oltrepassata quella casa solitaria che chiamano "la Fabbrica", Cortis le si accostò a un tratto, le prese l'ombrellino, l'aperse, le prese il braccio, senza parlare. Elena udí, si fermò un momento, mettendosi la mano sul cuore, poi entrò in un'anticamera oscura piena di gente che parlava sottovoce. Elena ferma sul ponticello di legno a guardar le acque ombrose del Rovese, a bere il vento vitale, odorante di prati alpini e di abeti. Il lume le si velava qualche volta d'una nebbia che lo ingrandiva smisuratamente; allora il suo cuore batteva forte, pareva che le lagrime salissero; ma poi non era nulla, il lume tornava lucido.Adesso che agisce in questo modo, che non si lascia vedere né vivo né morto, come se non gliene importasse uno zero né di te né di nessuno, ti dico la verità che saresti buona tre volte se non lo lasciassi nel suo brodo, giacché ci vuol stare! Sua madre non doveva rimproverarsi nulla; s'era ingannata, anche lei, non altro.
Strinse la mano a Cortis, con uno sguardo che non sorrideva piú, con un leggero tremito della bocca.
Elena; ma Cortis non sapeva veder ragione di questo indugio.Si fece avanti, guardò, s'illuminò di piacere e andò incontro al conte Lao che veniva appunto l'ultimo, adagio adagio, fumando, con le mani in tasca e il bavero del soprabito rialzato.
V'era stato, a dir vero, qualche dissenso fra i colleghi dell'oratore sulla opportunità d'invitare all'adunanza l'onorevole candidato signor Cortis, che si sapeva poi anche lontano. Era alla finestra dell'Hôtel du Parc, dove aveva fantasticato lei, era in un bigio villino sul lago, di cui si ricordava, o in un altro giallo e rosso sul colle? L'incontro di Daniele con sua madre doveva essere accaduto da due giorni.Ma in ogni caso bisognerà che il danaro sia spedito a Lei, che Lei abbia la bontà d'aggiustar la cosa con l'avvocato Boglietti come crederà meglio, conoscendo l'animo di mio marito verso i Carrè.
Almeno non credo; perché io ho lasciato Roma da cinque giorni e vengo da Bergamo, ora.Clenezzi, "S'ho ch'Ella mi è sempre stato un buono e fedele amico; so che si ricorda ancora di me dopo tanti secoli; anzi La ringrazio di avermi fatto mandare, quindici giorni or sono, dei versi che hanno toccato il cuore a me come a Lei, anche senza la musica del Pergolese e la voce di donna Laura.
Era un terribile, inaspettato colpo, un terribile, inaspettato modo di porre alla prova la sua parola.Gli chiederebbe forse di estinguerle la passione, il fuoco dell'anima? Piuttosto chiedergli di farla morire; ma che ne sarebbe di lei nell'altra vita? Anche la sua virtú di moglie fedele, che merito religioso aveva? Era stata fedele, in parte per un fiero sentimento umano d'onore, in parte per non nuocere a lui, per non essere un inciampo sul suo cammino.
La contessa Tarquinia, fuor di sè dallo stupore, non poté cavar nulla di piú chiaro da sua figlia, che l'abbracciò pregandola di non crucciarsi piú, di non pensarvi nemmeno, e scappò via.
E anche la nonna, povera vecchietta, come aveva l'aria felice! Cortis non guardò altro, uscí precipitosamente in cerca della signora.
Suo zio le domandò se ci fosse in fatto il progetto di portarlo a villa Carrè.
QUARTO FRA LE ROSE La chiesettina di Villa Carrè, accoccolata in un canto del giardino, fra il cancello e una macchia d'abeti, non aveva quasi mai posato, la notte fra il 28 e il 29 giugno, di far chiasso con le sue campanelle.Schiro, inviatomi da tua madre, mi portò a villa Carrè bestemmiando il sole onnipotente; e io intanto ho pensato con violenza a una signora fredda come il ghiaccio.
Elena alzò gli occhi, quasi suo malgrado, in viso a Daniele, con una espressione dolce, dolente, con una timida domanda muta.
Alla sera, dolendole, per il continuo leggere, il capo e gli occhi, sentendosi morire nell'afa delle sue camere, si fece portare, in carrozza, fuori di porta Pia. Poiché egli avrebbe in seguito diretto il giornale, si credeva in dovere di comunicare agli amici le idee che intendeva svolgere alla Camera, benché certo non potessero riuscir nuove ad alcuno di essi. Lao lo vide che le faceva gran saluti dietro le invetriate. Elena, le disse che pareva trattarsi di una minaccia di congestione cerebrale, non certo leggerissima, ma neppure molto grave. Le increspature concentriche della pioggia nella pozzanghera mi restituirono deformato il mio volto di ragazzo non più ragazzo, i miei capelli neri impastati sulla fronte. Suo marito le propose burberamente di accompagnarla; la padrona di casa, che aveva sempre origliato all'uscio, offerse la propria camera per la notte; non s'era coricata apposta! Elena con il lume fino alla strada, le disse che aveva sperato si fermasse. Quando seppe che avevo pagato quei piccoli creditori di cui Le parlai, andò sulle furie e volle farmi subito un'obbligazione per l'intera somma sborsata. Infatti correva una storia assai fondata di cavoli del partito Cortis non voluti salvare dai bruchi. Adesso mi si riferiscono delle mezze frasi sinistre che gli sarebbero sfuggite qui; e forse qualche ambigua parola la disse a me pure.Daniele" gli chiese la contessa tornando in sala due minuti dopo, "dimmi tu cosa gli si deve dare a questo senatore.
Riprese quindi adagio il suo cammino pensando, attonito, a questa cosa nuova, a questo girar vertiginoso della vista, cui neppure una volontà gagliarda come la sua poteva arrestare.Cosa avevi scritto nel biglietto che la zia raccolse nel tuo tavolino? Lugano a precipizio per la mia elezione che va a rotoli.
Qui il senatore Clenezzi mise in campo, con molte cerimonie, le sue ragioni di lasciar Passo di Rovese martedí.Adesso Elena tremava, non osava neppur guardare l'amico suo che era per parlarle, finalmente.
Trasalí, vedendosi fallito il disegno, di una gioia invincibile; e non sapeva ella stessa, nell'aprir la lettera, se avesse paura o desiderio di parole appassionate. Avrebbe preparato con comodo l'atto di cessione e Cortis lo avrebbe sottoscritto l'indomani. Intanto il macao gli aveva ingoiato tutto ed egli si trovava, malgrado tanti sacrifici, a non poter pagare i suoi impegni di giuoco. Ah Dio, se Cortis si pentisse di quella sua violenza, se richiamasse colui, se sospettasse, se indovinasse! Gli corse incontro voltando le spalle a suo cugino, gli fece un'accoglienza cosí cordiale che il senatore ne andò in solluchero. Elena aveva guardato con stupore e paura le parole incise sulla lapide sepolcrale, come se venissero su dal mondo dei morti a dire il triste mistero dell'essere umano, pulvis et nihil, a negare lo spirito; e l'uomo dalla faccia marmorea le era apparso il sacerdote di una tragica religione della morte e del niente. Vi sono là dentro colli e valloni perpetuamente ombrosi, laghi e prati cinti d'ombra, taciti canali che tremolano nell'ombra, voci di fontane invisibili. Il barone aveva il pelo arruffato, la cravatta in disordine, gli occhi lucenti. Sua lettera riservata, La prego di volermi fornire informazioni frequenti ed esatte sullo stato dell'ammalata.Appena partito il cameriere sentí rimorso di non avere nemmeno scritto a Cortis che le rincresceva dargli quest'afflizione; ma poi disse a se stessa ch'egli, con il suo carattere, si sarebbe irritato e non afflitto di quella lettera.
Ora credo che ci troviamo in pessime acque e che mio marito non potrà assolutamente pagare. Cortis fremeva, si agitava sul canapè, volendo tacere, lasciar liberi i suoi amici di deliberare a lor posta; ma non fu padrone, quella sera, de' suoi nervi malati, e ruppe a un tratto in una sfuriata contro i timidi e gl'incerti, investí i suoi contradditori con tale amara veemenza, da muoverli a stupore piú che a risentimento. Se fosse qui, se lo si potesse informare di tutto, pagherebbe. Elena, c'era proprio bisogno di venirti a turbare, a contristare anche te, sola, malata fuori del mondo! Ella mi fece un discorso sibillino per dissuadermi dall'aver relazione con la famiglia di Santa Giulia.America a caso, come credevo di andarci, molto probabilmente ti avrei sciolta dalla tua promessa e sarei partito solo, con quei cinque o sei anni di vita disperata che mi pare di avere ancora nel ventre.
Mémoires era lí aperto sul tavolino come ve lo aveva lasciato Cortis. Grigiolo, tornando in sala per buttarsi sopra uno stretto canapè incomodo. Io non pretendo averlo perfettamente inteso dalla zia Tarquinia, che poi non lo ha inteso ella stessa; ma per quanto me ne ha detto, si tratta di un intrigo sottile e audace, ordito da te per la quiete di casa Carrè. Niente di chiaro, ma si capisce che un droghiere non vuol seccarsi, un altro non vuol arrischiare i suoi danari, un terzo ha paura degli amici, un quarto degli elettori, un quinto, anzi una folla di droghieri, trema di passare per clericale.La contessa Tarquinia, elegantissima, in marron e celeste molto chiaro, con due braccialetti d'oro liscio larghi quattro dita, era tra le piú guardate.
Mémoires, tutti quei passi di cui le aveva parlato Cortis, ma sopra tutto le lettere di madama di Caud; e tornava ogni tanto a quelle parole sull'urtar di passaggio, senza volerlo, nel destino di un altro.Lao, "se un altro gli volesse pagare i debiti, valeva la pena, quest'America, che gliela pagassimo noi? Adesso si rimedierà, ma ti pare che egli possa star bene in Italia? Allora sí, capisco, è meglio che parta, che vada lontano.
Nella tribuna dei senatori, Clenezzi guardava spesso le signore, cercava farsi riconoscere, ma inutilmente.
Al confine si poteva andare lunedí o martedí, partendo la mattina. Poi diede una rapida occhiata al breve scritto in cui l'anonimo accusava lei, enfaticamente, di circuire Cortis per farsene un amante. Rispose, accennando del capo, che no, e rimase in piedi con le due mani entro quelle di Cortis, col viso basso. Da bambino aveva passato due autunni presso di loro a Cividale.Quando seppe dell'arrivo di sua cognata, dichiarò netto ad Elena che tutti erano padroni di perdonare fin che volevano, che col cuore perdonava anche lei, ma che non l'avrebbe veduta sicuramente.
Allora si potrebbe fissare tutto d'accordo col signor dottore, che favorirebbe di lasciarsi vedere anche lui l'indomani mattina, all'ora solita.Allora ho creduto di rispondergli io su questo punto della mia confessione e del suo abbassarsi davanti ai Carrè; e mi pare anche d'aver risposto benino, pesando le parole con un giudizio, non faccio per dire, da santa.
Si fece prestare un binocolo da una signora vicina onde scoprirlo, accennargli, se possibile, di venire nella tribuna. NONO VOCI NEL BUIO La contessa Tarquinia era inquietissima. Allora depose la lettera e sedette nel suo letto sfatto, guardando alla finestra di ponente le rose da cui traspariva un lontano pieno di sole. Elena avrebbe dovuto andare in via Urbana da certi amici che le facevano il favore di custodire i suoi argenti di casa, ma non si sentí in grado di veder gente, di mettersi una maschera gaia. Villascura e casa Cortis, un'altra scende a sinistra nel fragore del Rovese, in faccia alle nude scogliere imminenti del monte Barco, una terza va diritta a tre grandi abeti che dal ciglio d'un pendío fronteggiano la vallata. Daniele mi ha scritto due buone lettere, tanto interessanti; io lo ringrazierò e gli parlerò anche di questo. Ogni tanto qualcuno s'alzava, scivolava di fianco, in punta di piedi, lungo i sedili. Cortis entrava da sinistra a braccio d'un altro deputato. Mi dissi subito che le piccole mani bianche non hanno piú che far meco oramai, e finii l'articolo con un calore d'ambizione che dovrò poi smorzare al tavolino. In politica, almeno per ora, colle mie idee, sono fuori di posto.Cortis uscí di camera, adagio adagio, alle cinque e tre quarti.
Picuti che incominciava sempre cosí le sue orazioni piú gravi "niente. Il parato bianco e rosa ondulava, ondulavano le cortine con un tintinnío quieto, continuo dei vetri. Quelle quindici mila lire erano l'onore per me, e ti prego di credere che quantunque io sia uno scelleratissimo tiranno, se avessi a perdere l'onore, gliela getterei dietro sul momento la vita! Sí che ci andrò e lo pagherò e gli darò anche la rata di settembre, e non so se ci si divertirà molto. Prega per me riguardo a questo ultimo pericolo, perché qui si è tentati ogni momento, tanti sono gli esseri volgari, tronfi e villani; io non ho moltissimo tempo di pregare! Domenica scorsa sono andato a messa a San Pietro e vi ho udita poi una musica straordinaria. Quando s'è visto un candidato che non tiene u programma? Dio" gridò la contessa Tarquinia che rientrava allora in sala. Pia incontrò un cavaliere e un'amazzone, giovani, belli sui loro cavalli focosi.Aggiunge poi che la predetta indisposizione reumatica è stata già portata a cognizione sí dell'eccellentissimo signor barone che della nobile famiglia Carrè.
Cortis incominciò a esporre brevemente quello che si proponeva dire, con maggior diffusione, alla Camera. Un altro sognerebbe di fermarsi qui a vivere d'intelletto e d'amore. E il dottor Niscemi è egli à bout della sua letteratura? Camera; oggi scrivo nel mio quartierino di via Principe Amedeo, con le finestre aperte a un tepido sole petrarchesco, a una primavera platonica, a tutte le trombe, a tutti i fischi di quanti tram e locomotive Lucifero ha messo al mondo. Governo, caro signor Cortis" replicò il barone "avrebbe obbligo sacrosanto di fare per me questo e molto piú nobilmente; perché poi vi dirò che quando non mi credessi piú degno di sedere in Senato, ne uscirei di mia libera volontà, e la vostra condizione è malvagia.Quando le sentí lontane, trasse precipitosamente la lettera, l'aperse, corse alle ultime parole, la ripose in furia.
Lao con voce brusca, come per respingere ogni carezza, ogni parola amorevole.
Tiberino, ho visto da Noci delle poltroncine che sono una bellezza, e vorrei sceglierne due, una per città e una per Passo di Rovese. Lo aveva tutto in testa quel che doveva scrivere, ma pure indugiò alquanto prima di cominciare. Carrè e sulle ghiaie del Rovese, e, al di là, sulla muraglia nuda di monte Barco erano stampate larghe macchie di sole. Era per congedarlo quando, "servitor suo, servitor suo", le sbucò davanti, sul prato, fra macchia e macchia, il piccolo nero don Bortolo in gran tricorno e canna d'India. Si strinsero la mano, gravi, a lungo, senz'altro saluto. Stato a un'autorità, sia pur grande, sia pur legittima, ma fondata sovr'altra base, con altri mezzi, per altro fine. Si poteva stare in piedi, non c'era nessuna fretta di andare a casa! Mémoires d'Outre-tombe che Elena, partendo per Roma, aveva lasciato a sua madre onde lo restituisse a Cortis.Sabina, l'aria era fresca, Elena non fece che piangere; ma l'ora mesta, la solitudine, e, laggiú, verso ponte Nomentano, le rovine sparse per la campagna avevano voci di consenso con lei, le rendevano il pianto meno amaro.
E Lao proseguí a dire che sua nipote era innamorata di quel giardino.Chiamò Elena a piè della finestra, le diede una fila di commissioni per la città, le raccomandò di non farsi aspettare, l'indomani, a pranzo.
Egli insistette lungamente, l'anno scorso, presso la mia famiglia, per avere del danaro che gli fu ricusato, e poté pensare, per effetto di un equivoco inutile a raccontarsi, che mio zio, mia madre ed io ci fossimo fatti giuoco di lui.Capisco benissimo quel che vuoi dire, ma son cose che cominciano sempre cosí, sai, fra gente come voi, e finiscono poi come fra gli altri che non sono nobili.
Tarquinia non sapeva darsene pace; descriveva sua cognata da giovane come la piú falsa, la piú egoista creatura del mondo; una convivenza impossibile! Bisognava domandargli perdono a mani giunte, vedere se non ci fosse piú rimedio. Clenezzi se avesse in pronto un bel programma per la giornata. La contessa Tarquinia propose una trottata in Val di Rovese. Per lei, disse, l'incertezza era peggiore di qualunque dolorosa realtà. Teme ella di doverci restar per sempre, a Cefalú, o lo desidera? Non vede nessuno tranne mia moglie che ha, poverina, una soggezione terribile, ed è una eccellente compagnia per me, ma non per la signora baronessa. Guai se le signore belle e buone adottassero questo sistema! Stette un momento a capo basso, quasi a pensar che fosse quel tintinnío; poi andò a sedere sul sofà.Lugano di mezzogiorno, pien di sole fra le colline e l'acqua scintillante; non era questo.
Elena ch'è in collera perché ha voluto partir oggi e cosí per tempo. MELEGNANO (MI)» inserendola in una busta già affrancata. Quando voteranno i marsoni e tutto quanto il pesce popolo, voterò anch'io, signora contessina.Di Santa Giulia, e le rispose misterioso, sorridendo con un'aria di finezza che, a prima giunta, turbò Elena.
Cortis ve l'avrebbe raggiunta; ma Cortis credette leggere un sospetto, un'attenzione insolita negli occhi del conte Lao, ancora torbido; e non si mosse. Anch'ella s'era scossa vedendo entrare il ministro; ne aveva ricevuto un colpo, sentendo piú vivamente il tardare di Cortis.Dovette rifarsi da capo cinque o sei volte perché il tremito interno le rompeva la parola.
Di Santa Giulia, la urgenza di provvedere, il fosco poscritto della contessa Tarquinia.
Questa è la seconda volta che lo faccio, e se la santa inquisizione vedesse le mie lettere, non vi troverebbe che riprendere; non vi troverebbe una sola delle parole che posso aver dette a questa rosa moribonda, la quale non le ripeterà.Non era necessario dirmi ingiusto; tu non la conosci e non sai! Ma verrà in Roma, e verrà in casa mia, perché ella è tale che io non posso lasciarla qui sola, libera di scegliersi l'ambiente e le amicizie che piú le talentano.
Ella si schermiva il meglio che poteva dal promettere, cercando in pari tempo di non irritarlo come le era avvenuto la prima volta che s'era parlato di Passo di Rovese e che lei nel dubbio di poterci venire o no, aveva accennato a suo marito. Elena e pur di non metter fuori quattrini sarebbe andato sul fuoco, si pose, con devozione commossa, agli ordini suoi. Una volta pregai Clenezzi, da Cefalú, che facesse certe pratiche nell'interesse di mio marito, relative all'affare di cui t'ho detto. Un altro ministro si alzò a presentare una relazione; poi l'onorevole Magliani, che aveva solo chiesto di riposare per cinque minuti, ripigliò il suo discorso. La rialzò subito, avventò in alto le pugna strette, le scosse rabbiosamente. Qualche gocciolina lo trapassava, ma né Cortis né Elena se ne avvidero. Gli venne in mente che quella sera si sarebbe tenuta in casa sua una riunione di amici politici, azionisti e collaboratori, sicuri o sperati, del futuro giornale, per udire da lui, Cortis, lo schema del suo discorso e discuterlo; poiché di lí doveva pigliar le mosse il giornale. Elena non voleva neppur l'ombra d'un dubbio, e insistette. Cortis e Clenezzi erano in giardino sui sedili di ferro verso il cipresso. Dopo aver lodato tutti, l'onorevole senatore, volendo rimendare gli strappi, dovea pure passar l'ago a destra e a sinistra, pungere un poco chi aveva parlato piú forte. Elena sola perché la contessa Tarquinia non aveva ancora compiuta la propria toeletta.Sull'angolo dei Due Macelli e del Tritone credette veder suo marito prendere frettoloso una viuzza a sinistra.
Tarquinia venne a consultare sua figlia sulla camera da disporre per il senatore Clenezzi, sul pranzo da preparargli, se di grasso o di magro, perché era di sabato e la contessa non lo conosceva abbastanza, il senatore, non sapeva niente delle sue idee, delle sue abitudini. Di' la verità, io sono un buon diavolaccio, un nuvolone che tuona e non dà mai grandine. Grigiolo rimase lí, pietrificato, finché Saturno, ch'era corso avanti, gli tempestò via furiosamente a fianco. Nel bussare alla sua porta si ricordò di quella torbida sera quando la piova metteva un velo bianco a tutte le finestre, ed ella bussava alla stessa porta con lo sgomento d'un pericolo sconosciuto e vicino. Alla Camera gli uscieri avevan l'ordine di non lasciarla passare, ma io ho pregato che fosse tolto. Il suo virtuoso sacrificio, il suo proposito, fermato e in parte eseguito, di togliersi, per quanto era in lei, dal cuore e dal cammino di Cortis, non le recava neppure quella sicura coscienza dell'opera buona che esalta lo spirito.Roma e di depositarlo presso il Ministero delle finanze per certa cauzione.
Elena salirono involontariamente all'orologio che aveva di fronte.
Boglietti gli aveva scritto il 25 stesso, giusta le intelligenze prese con Cortis, che si tenesse sciolto da ogni debito verso la Banca; ma il barone gli aveva rimandata fieramente la lettera, giurando che non accetterebbe mai le offerte del signor Cortis. Mi diverto io, a non digerire, il giorno, e a non dormire, la notte? Seduta, tra una finestra e la scrivania, in faccia a suo zio, lo guardava accarezzando un libro aperto, posato là a sbieco sull'orlo della scrivania stessa. Contadini, servi, ragazzi, si accalcavano intorno ai cavalli. Comuni, e i grandi elettori di ciascuna sezione lo sanno, come sanno che oggi ho degli amici potenti, e indovinano, perché sono acuti, che domani sarò qualche cosa io stesso. Adesso bisognava evitar sua madre che, sbrigatasi in fretta da Malcanton, le veniva incontro.Daniele avrebbe potuto partire anche l'indomani, ma non si sapeva ancora chi lo avrebbe potuto accompagnare.
La contessa Tarquinia, udendoli bisbigliare, li guardò. Tornerei certo a Roma e alla politica attiva se potessi sperare che là si vivrebbe vicini come ora qui. Bortolo, "venga qua, dottore, non stia a combattere colle femmine e beva una tazzetta con noi. Insomma i medici le consigliarono, per ogni buona ragione, di lasciarsi vedere il meno possibile dall'ammalato. V'eran, lí di contro, una colonna mozza, dei vecchi gradini semicircolari appoggiati al pendío del colle, mezzo nascosti nell'erba. Questi uomini penetrati dal futuro, questa gente positiva, verrà alla Camera, convinta, a differenza di altri retori e mitologi, che nel lungo lavoro di rinnovamento sociale cui le forme moderne della produzione impongono, il migliore strumento sarà una monarchia forte, sciolta da qualunque legame con qualunque chiesa, ma profondamente rispettosa del sentimento religioso.Cortis osservò, con un'arte suggestiva affatto nuova in lui, ch'Elena, naturalmente, si tratterrebbe a Roma, non verrebbe nel Veneto.
Non occorre spendere denari e tre o quattro coccarde politiche come il mio competitore, ma bisogna avere una opinione sugli interessi locali del collegio. Perlotti le disse che aveva combinato con il barone di partire insieme alle dieci e mezzo dopo l'illuminazione e i fuochi. Passo Grande sulle vette degli alberi affollate a fronte e a sinistra del cancello; e il sole veniva meno sul breve prato scoperto, sulla stradicciuola che gira e si perde nei misteri del bosco, nel poema dell'ombra e della vita.Era dentro a lei una confusione di pensieri, un viavai d'immaginazioni commiste a un sentimento nuovo, il ribrezzo del marito, lordo di danaro altrui.
Ma poi la sera del 26, quando il delirio acuto era cessato, Daniele, vedendo tornar sua madre da una breve assenza, s'era fatto scuro scuro, l'aveva rimproverata acerbamente di lasciar la casa in abbandono per venire dove non c'era affatto bisogno di lei.
Disse ridendo che in politica lei e suo marito si facevano la guerra e che anche il conte Lao ci teneva molto all'elezione di Cortis. Di Santa Giulia era venuto da lui, furioso, con una lettera dell'avvocato in cui si disdicevano gli accordi presi. Resisteva solo casa sua, la sua piccola e bella casa, preziosa e inarrivabile per i comuni mortali. Ma quella vita era troppo molle di agi e di affetti; cosí non si espiava! La signora Cortis insistette molto su questo particolare, temendo di certa calunniosa voce secondo la quale quelle care creature l'avrebbero spinta, dopo tre mesi di prova, fuori dei loro agi e dei loro affetti. Subito dopo si alzò, le propose di andar sul macigno proteso del fiume, di fianco al sostegno di pietra. Non sarebbe proprio la mia tendenza; però c'è dei cattivi indizi. Dopo aver parlato dell'interesse italiano, pregai la loro alta sapienza di considerare se la nostra stessa splendida civiltà, che ora produce, all'infuori di ogni azione religiosa, tali luminosi Parlamenti, non abbia piú bisogno di adoperare il Vangelo; nel qual caso ci sarebbe una certa convenienza di restituirlo all'Oriente che ce l'ha prestato, e quindi di aiutare quei frati a somministrarlo.Trento e l'Istria in tasca, e di ciò non deve parlarsi.
Italia gli mancava la conveniente preparazione, certo non era abbastanza divulgato per chiamar gente intorno a una bandiera nuova. SECONDO UNA COSA GRAVE "Avanti" disse il conte Lao "e chiudi presto che viene un'aria d'inferno da quella porta. Lao andò sulle furie, dichiarò ad Elena che i cavalli di casa dovevano servire per lei e che guai se ell'aprisse bocca; poi intimò al vetturale di andarsi a intendere per la visita dell'indomani con la contessa Tarquinia che usciva appunto allora insieme ai suoi ospiti dal boschetto degli abeti.Nessun sentimento, neppure il religioso, parlava cosí forte in lei come la fiera lealtà.
In altre circostanze il viver con lei mi sarebbe un sacrificio incomportabile; ora ci sono quasi indifferente, non posso in coscienza farmi un gran merito presso di te se ho ceduto alle tue preghiere. Il signor barone non potrebbe andarsene solo, nel santo nome di Dio! Non arrivò sino a proporre ad Elena di accompagnargliela piú tardi egli stesso, ma parlò del fattore, di quell'insulso Malcanton, che non era buono ad altro, e toccherebbe il cielo col dito. E quello che scriverò lo discuteremo insieme, non è vero? Cortis da Roma, il giorno prima, chiedendogli i suoi intendimenti circa il nuovo giornale.Lugano, l'austera passione muta delle montagne che nereggiavano sul cielo, e, piú, in fondo, il mistero del lago di cui non era possibile vedere il principio né la fine.
Ci sono anche delle cose misteriose nella sua lettera, delle allusioni che non s'intendono. Villascura quando Elena, tutta chiusa in uno scialletto nero, apparve sulla porta. Certo per tempo dovendo trattenersi alcune ore in città prima di partire per Venezia. Lo scorso dicembre un ministro ci è venuto a dire che Bismarck paragonando l'Italia politica alla Spagna ci ha fatto onore; e noi, vanitose ombre querule, sopraffatti in quel momento dalla coscienza, abbiamo taciuto.Cortis, mentre l'altro ripeteva "ecco, ecco" facendo grandi cenni d'assenso con le mani e con la testa, e tirandosi indietro per dar luogo all'attore principale.
La vecchia balia di Elena, moglie del gastaldo, singhiozzava. Minerva fra uno sciame di vecchie signore e di preti francesi. Passo di Rovese, il vento fresco, il verde e le rose; un sogno in cui si sdegnò, quasi, con se stessa. Ma ora, per non ricadere, ci vorrebbero certi farmachi che l'infelice medicuzzo non tiene e il miserabilissimo speziale nemmeno. Uscii con la lettera in mano senza ombrello, protetto solo da una fida maglietta con le maniche corte. La donna che io desidero con tutta l'anima di vedere in casa tua, dev'essere interamente nobile e pura; ma pietà anche per l'altra! Dio castiga le virtú altere che si ribellano al contatto di un povero essere debole, tentato e caduto. Cortis seniore come medico militare in Crimea, mentre la signora Cortis si lasciava sedurre ad Alessandria. Vedeva una coppa di acque azzurre, una lunga riva di case bianche, gialle, grigie, una corona di poggi e monti verdi fino alla cima. La luna pendeva sul Celio, imbiancando in alto, a sinistra di Cortis, le gigantesche vertebre nude dell'anfiteatro. Per la mente gli passavano tante immaginazioni languide di cose e di persone già congiunte a lui da sentimenti di rabbia e di angoscia. Tarquinia a sua figlia "se non è tutto lo speziale di Passo di Rovese. Comitato elettorale discorrevano in piedi presso il gran banco che fronteggiava una fitta ordinanza di sedie vuote, rigide, come parvero a Cortis, e arcigne.Consiglio aveva pur dovuto agli ultimi di maggio eccitare Di Santa Giulia alla restituzione del danaro e al risarcimento dei danni entro il 18 giugno, con la minaccia di un procedimento penale per appropriazione indebita.
Sapete, è un discorso che sarà probabilmente molto interrotto e perciò dovrò fare a dritta e a sinistra molte scappate che ora non posso prevedere, ma l'importante è qui, questo nuovo partito. Non so se mi sarà possibile venire alla Minerva verso le dieci come avrei voluto. Cortis volle che si facesse almeno un preliminare, lí, seduta stante. Camera, ma in quei quartieri laggiú non ci potrei vivere e, fino a quando Settimio Severo non m'appigiona una sala, mi attengo a Roma buzzurra. Quella conca di pratelli verdi lí sotto a sinistra, cinta di selve, fra il poggetto e la montagna enorme, quel valloncello scuro in cui la conca si versa, è tutto parco? Poi raggiunse Cortis e Clenezzi sul prato inghirlandato di bosco che ascende in dolce declivio al culmine del poggio.Cortis con gli occhi scintillanti, "bisogna che mi sentano! Là ti lascio a far colazione e vado a tastare il terreno.
Lugano si sa dalle persone di casa che hanno avuto l'ordine di mandargli lettere e telegrammi a Lugano. Sedette lí davanti ai gigli, alle rose in fiore, al verde pendio della montagna, al getto d'acqua che pareva esso pure, come i fiori e il verde, una viva gioia pura della terra. Daniele, "Elena ti ringrazia tanto di quel che hai fatto per lei e ti dice che aveva scritto a Clenezzi perché ti sapeva tanto occupato. Rocchette, presso gli abeti che sai; di là ho fatto un viaggio sentimentale sino a un certo praticello dove quella signora colse una volta, se si ricorda, il colchico d'autunno di cui la richiesi e ch'ella si nascose in seno, opponendomi i suoi silenzi marmorei.Elena sfavillava di gioia quando ebbe questa lettera; poi mi disse che non sarebbe mai piú partita da Cefalú e andò al balcone sul mare come per vedere il tramonto, ma in fatto per piangere, secondo il solito.
In fatto la lettera ricevuta a Cefalú le aveva messo un'agitazione piú profonda, piú indefinibile ch'ella non volesse confessare a se stessa; ma ora, sapendo che la dilazione del pagamento si era ottenuta dopo quella lettera, ignorando che suo marito fosse stretto da altre necessità egualmente minacciose, non se ne curava piú tanto. Avrebbe pur voluto fargli sapere quanto si fosse ingannato col suo scetticismo riguardo a Cortis.Daniele Cortis, diventava umile e timida come nessuno l'aveva veduta mai, neppure da bambina; ma ora tutta la sua naturale alterezza le lampeggiava in fronte.
No, no, Cortis lo sapeva bene, si aveva gelosia di lui, si aveva paura di creargli troppa influenza, troppa autorità. Berlino, fervido fautore del socialismo cristiano, prese focosamente le parti di Cortis; disse che altro era un programma di governo, altro un programma di partito. Elena nell'anticamera, l'aveva assalita con invettive furiose, accusandola di congiurare con i medici, di voler toglierle il cuore di suo figlio. Hai trovato una donna corrotta; ma non è anche una donna infelice? Permettile di venire a Roma, di parlarti qualche volta, di vederti, almeno; almeno di vivere nello stesso paese, di saper che se muore puoi esser lí al suo letto in un attimo ad udire le sue ultime parole. Ella finí con dirgli che per questa volta lo lasciava andare, ma che, se voleva il perdono de' suoi peccati, doveva porsi dall'indomani mattina in poi a sua disposizione, e non si accettavano scuse politiche. Cortis prometteva l'assidua opera propria, almeno sino all'apertura della Camera nuova.Gli parlo di quella maledetta America, gli domando dove potrei andarmi a cacciare ed egli m'invita a Yokohama dove sono tanti semai italiani, mi propone un collocamento, se andassi con mia moglie, assai conveniente per tutt'e due.
Cortis, salutandolo in silenzio, con una certa curiosità mista di riserbo; e poi si avviavano lentamente, dietro a lui, verso la sala.
Pareva che sul buio balcone vicino ci fosse qualcheduno che se ne ritrasse quando Di Santa Giulia, giunto alla sua porta, si fermò. Camera ora è chiusa, di lasciar tranquillo l'ammalato fino al momento di porlo in un letto di ferrovia.Era il suo destino e anche il suo proposito; ma pure, un giorno d'amore! Fantasmi di felicità intensa gli attraversavano la mente.
Pazzallo, corse un istante col pensiero quella via nota, ma non arrivò lassú alla casetta del cancello rosso, dove pure avrebbero dovuto, fra poche ore, spiegarsi delle parole strane, scoppiar delle accuse lanciate in aria.
Santa Giulia aveva eseguito la prima parte dell'incarico, non la seconda. Trattenendomi a Roma pochi giorni, debbo camminar molto e alla sera mi trovo stanchissima.Caud alle Dames Saint-Michel, in Parigi, e son deposte, come reliquie, le ultime lettere di lei a suo fratello.
Domani vuol condurmi a Cerda e quindi a Termini per una visita di gratitudine a certe acque ch'egli si figura di avermi fatto prendere. Premettiamo che a casa Carrè non si scrive mai, che mio cognato e io siamo scomunicati fin dall'estate scorsa, con quella bella colpa, per parte mia! Cefalú e comprendeva perfettamente che non avesse osato prendere stanza in casa sua. Un uccellino cantava sui campi, "sí, sí, sí," ma Elena non gli credette, continuò sospirando le sue visite di addio.Io ricordo aver inteso descrivere a scuola certi grandi banchi di conchiglie viventi che, giacendo sul lido del mare, si aprono al sole, fanno udire, chiudendosi, un largo mormorio ogni volta che qualche nube lo oscura.
La prima immersione nel pelago parlamentare agghiaccia fino al cuore.
Parlarono di quel che sarebbe stato di loro fino all'ottobre quando Elena era solita ritornare in famiglia per un mese. Parlò poi del caldo di Roma dove non c'era piú nessuno, disse che sospirava il mare e che avrebbe preferita la Sicilia ai soliti bagni noiosi del continente. Cortis era risoluto, come gli amici sapevano, di pigliar occasione da una protesta dei suoi elettori per pronunciare un discorso l'indomani, ultima seduta avanti le vacanze pasquali, e dimettersi.Aveva udito Cortis passare con Clenezzi sotto le sue finestre, ed era discesa subito.
Non ti posso dire i buoni pensieri che mi vengono; sarei persin capace, forse, di salutar tua madre e tuo zio se m'incontrassi con loro.
Quei nervi lí volevano una tranquillità materiale e morale impossibile a ottenere in Roma, nelle condizioni di Cortis, che soffriva cosí di veder gente come di non vederne.Elena quelle lagrime rivelarono cosa egli temesse; ella si dolse di essere cosí ignorante, cosí tarda a comprendere certe depravazioni di cui aveva inteso parlare senza credervi mai interamente; si dolse d'aver suggerito a Cortis, senza volerlo, un paragone amaro fra lei che non poteva neppure capire il male e una madre che forse non poteva capire il rimorso.
Dovresti farti leggere le lettere dall'ottimo dottor Niscemi che potrebbe interrompere le troppo lunghe con qualche sarà continuato. Malcanton, compunto, alla sua compagna, cui ostentava di parlare molto familiarmente, come se fosse ancora la bambina di una volta. Povero Daniele, hai fatto tanto a quest'ora e ti siamo tanto grate! Sai anche di una sua lettera, te ne ho scritto io da Roma; ma non sai mica i termini. Lao, chiuso nel soprabito, con il bavero rialzato, raggiunse in giardino il gruppo dov'era sua nipote, davanti all'uscio di mezzogiorno della sala. Perlotti vennero a fermarsi sotto le finestre d'Elena per picchiare alle imposte chiuse dal dottor Grigiolo che dormiva a pianterreno.Ed è o non è un gridare che fanno quei diavoli di preti? Scusa, la mi vien su, saranno dieci minuti, fresca come una rosa, a domandarmi se voglio niente.
Bortolo, voltandosi, e stringendo il suo nocchieruto bastone. A Clenezzi pareva impossibile che il barone non avesse lasciato trapelar niente a sua moglie delle minacce che gli pendevano sul capo. Ogni sentimento, fosse anche l'amore, scompariva sempre in lui senza lotta, davanti alla lucida e sicura visione di un dovere. Clenezzi, piuttosto per congedarlo che per ringraziarlo. Cortis alzando la fronte e aggrottando le sopracciglia "bisogna consentire in questo principio affermato dal conte di Cavour in un memorabile discorso sull'abolizione del Foro ecclesiastico, che al progresso della società moderna si richiede il concorso della religione e della libertà. Clenezzi e Cortis passeggiavano su e giú per il giardino davanti alla villa. Nello stesso punto venne il domestico per domandare alla contessina se dovesse portare o no il caffè al senatore. Era tutta nel cuore di lui, soffriva con esso, sentiva quel disinganno, quella solitudine amara, la sentiva tanto che n'ebbe paura ella stessa; le parve di non appartenersi piú, di essere diventata una parte di lui. Cortis gli rientrò in camera, lo trovò agitatissimo, tremante; credette ad un accesso di febbre, voleva far venire il medico. Elena che non le occorrevano, insistette, la pregò di parlare schietto, poiché del danaro ce n'era d'avanzo e lei ne poteva chiedere, per sè, fin che volesse. Gli pesava di restare alla Camera; benché, in quei giorni di vacanze parlamentari, la sua presenza non fosse d'impaccio ad alcuno. Corso a guardare in su e in giú come se lo vedesse per la prima volta.Non doveva far credere allo zio che le sue parole, i suoi sospetti le avessero data l'ultima spinta alla partenza.
L'amica di sua madre, la signora Leonora Fiamma, gli aveva scritto che abitavano un villino tra il Paradiso e Pazzallo, a sinistra della strada, poco piú su di un'osteria appiattata fra le ombre dense d'un vallone boscoso. La baronessa gli fece intendere che suo marito non poteva molto, ma che ella aveva mezzi validissimi di aiutarlo, e lo pregò sorridendo, nel congedarsi, di voler benedire gli erbaggi anche a coloro che si proponessero di votare per Daniele Cortis.A pochi passi dal cancello incontrarono un contadino che veniva in cerca di loro.
Mi ha detto che adesso deve mettersi in economia e che non si muoverà di qua per un bel pezzo, ma che è sicuro di averci buona compagnia, sempre. Pensa allora che, per rispetto a te, ho sopportato che mia madre alloggiasse all'albergo in Cefalú; e mi ha fatto tanto male perché proprio, povera donna, io so che non ha colpa, ma niente, ma niente. Ripose il volume delle Mémoires nella borsa da viaggio, insieme a un ramoscello di rosa con bottoni, foglie e spine. Vorrei che l'avesse veduto stamattina, quando ci siamo messi in viaggio.Dopo qualche tempo lo pregò di non incomodarsi a star lí con lei che poteva benissimo rimaner sola.
E batteva allora, batteva forte, forte, da spezzarsi, immaginando con violenza, contro una debole volontà renitente, la infinita gioia di viver vicino a lui, di saper che sarebbe cosí, tutta, tutta la vita. Se fosse cosí, Daniele, cosa mi succederà nell'altra vita? Rovese e presa la stradicciuola che piega a sinistra fra un limpido canaletto e la costa sfranata del monte nudo.Le labbra di lei avevano dei moti convulsi, lo sguardo una intensità paurosa.
Tornando verso Roma si vedeva davanti, un po' a destra, la luna falcata cader sui cipressi di villa Albani, sentiva tratto tratto, lungo i giardini, un odore acuto di magnolie. Vedono cattolico, vedono civiltà cristiana, vedono nuovo partito parlamentare, non intendono bene le distinzioni che si possono fare tra conservatore e clericale, e dicono addirittura che già sei clericale. Elena trattenne un lungo respiro di sollievo, ma strinse involontariamente con il proprio braccio quello di Cortis. Lo accolse male, sulle prime, gli dichiarò che la politica lo aveva guasto nel corpo e nell'anima, perché era lí magro, succhiato dalle streghe, un orrore; perché non gli era rimasta neppur tanta amabilità da venir lui alla stazione invece di mandarvi quel povero vecchio storpio di Clenezzi. Dopo momenti che a lui parvero eterni s'incamminarono tutti e due, adagio, verso il portone, per un tacito consenso non sapendo chi si fosse mosso prima.Da ogni lato della Camera, tranne dal centro, tutti guardarono a lui in diverse attitudini, da quella di una viva curiosità a quella di una sprezzante noncuranza, di un anticipato giudizio.
Il senatore propose una visita al museo Tiberino, aperto da poco tempo.Aveva solo una triste fede austera in Dio, una fede che s'interdiceva, come impuro e indegno, ogni desiderio di premio, di felicità personale, sia nella presente vita che nella ventura.
Ordinò al domestico di approntare una lanterna e venne con Grigiolo alla porta.
Donna Elena non ne sapeva niente e le tornava in viso la gelida indifferenza di prima.Tarquinia non pretendeva d'essere una santa ma era convinta d'aver buon cuore e voleva ora dimostrarlo ad Elena.
Elena, ma come, ma come vuoi che la mia felicità non sia questa di seguitare ad amarti, sacrificando, ora e sempre, tutto quello che si deve sacrificare, ma sapendo, però, che anche tu mi ami e che il tuo amore è cosí forte e cosí nobile come il mio? Il mio amore sei tu, la mia vita sei tu, la mia felicità sei tu, anche cosí, vivendo come spiriti, pregando Dio che ci aiuti sempre, e ci riunisca meglio un giorno o l'altro, non dico in questo mondo! Elena che respirava affannosamente, bevendo le parole calde e lo sguardo di lui.Questo fratello che Lucilla chiamava la miglior parte di se stessa e dono di Dio, non era egli mai stato un pericolo per lei? Renato, quando, tra i boschi di Combourg, non viveva che dell'anima di lui, e, oppressa da tristezze senza nome, traduceva con esso il Taedet animam meam vitae meae di Job, o scriveva quelle brevi prose liriche all'aurora e alla luna, cosí malinconiche e pure nel pensiero, cosí mollemente musicali nella parola? Incontrò il gastaldo che aveva un telegramma per il barone senatore di Santa Giulia; e, datogli ordine di portarlo subito a suo marito, uscí dal cancello, s'avviò a destra, per la strada fiancheggiata di pioppi, verso le casupole di Passo di Rovese e il fiume.
Ella gli sedeva a fianco, fuggita da Roma, da un marito indegno; le ombre dei giardini, il lago e i loro cuori erano una pace sola fin dentro alle piú nascoste profondità.
Santa Croce in Gerusalemme; e nell'ora del demonio meridiano andrò là lontano sotto gli archi solitari, nella fragranza malinconica delle rose, a meditar su quella mano femminile e sul tempo passato.
A un tratto tese l'orecchio, s'avvicinò alla finestra e l'aperse.Forse per la stanchezza e la commozione; forse perché nei racconti l'ultima parte è la piú difficile, ella cominciò qui a turbarsi un poco, a interrompersi con sospiri e gemiti.
Questi cercava fermarsi sotto i fanali, a guardar l'orologio, ma Cortis non gliel consentiva, gli stringeva piú forte il braccio, lo trascinava seco per isghembo, come un ragazzo riluttante.
La contessa vi si rassegnò e stavano per uscire quando Clenezzi rammentò che Cortis gli aveva detto di voler fare il possibile per venire alla Minerva tra le dieci e mezzo e le undici.
Entrarono dal porticato rustico nella spianata, quando ci entrava dall'altra parte il landau chiuso di casa Carrè, e il conte Lao usciva con il suo compagno dalla sala della gradinata.
Molti, poi, bisogna dirlo, erano intontiti, non si raccapezzavano. Doveva partire per la montagna l'indomani mattina all'alba e non si teneva neppur sicuro di ritornare la sera. Muratte, a pochi passi da casa sua, e picchiò forte sul tavolino perché il garzone dormiva con le braccia incrociate sul banco. Castellanza, Legnano, Lainate e poi il casello, varcato a manetta col sibilo del telepass. Una lucerna colossale ardeva in faccia alla porta sopra una tavola greggia, illuminando, dal pavimento alle nere travi enormi, la sala con le sue quattro porte laterali accigliate, con il suo disordine di carte e di libri ammucchiati alla rinfusa sulla tavola, sparsi sul canapè e sulle sedie, con le due aquile piantate ad ali aperte negli angoli opposti all'entrata. Cortis, "non basta a tenere uniti i cuori e le intelligenze, molto piú con un corpo elettorale ampliato in cui il sentimento e la fantasia avranno tanto maggior potenza.Avremo il Bokhara della Peninsulare dove staremo benissimo.
Elena, sempre silenziosa, lo guardò in modo ch'egli credette farle dispiacere con la sua allegria, le rispose con un altro sguardo serio serio, quasi dolente. Ella dice morire vicino a te, ma forse s'inganna; non si muore quando tutto lo promette e tutto v'invita? Io sono già morta; si rivolga altrove; Le auguro tutto il bene possibile. Cortis posava in quel momento sul banco le braccia incrociate e sulle braccia la testa.Anche i denti grigi del Rumano e tutta la lunga costa del Passo Piccolo in faccia alla loggia aveva il sole.
VENTESIMO OCCULTO DRAMMA Un filo d'erba non si moveva intorno al lago ovale di villa Cortis, non una fogliolina della sua corona di carpini. Ma se Le ha detto che stasera non può vederla, è inutile. Le alte piante non la intendevano, offrivano sempre, ondulando e mormorando al vento, il poema dell'ombra e della vita, la pace, il fantasticar dolce dell'amore. Il signor Daniele doveva far lui da cicerone, nel suo parco! Il tepido odor molle della primavera, il silenzio, il rinascente verde e anche il continuo mancare e tornar del sole nelle quiete solitudini gli toccavano il cuore sempre giovane. Elena la contessa Tarquinia facendosi vento con molto dispetto, perché l'aula era quasi vuota. Tarquinia, atterrita dall'idea di vedersi forse comparir davanti sua cognata, s'infuriò a dire che, nell'incertezza, non era il caso d'aspettarlo e che si poteva lasciare al portiere un biglietto per lui. Elena, avrebbe voluto pigliar suo cognato a quattr'occhi; ma com'era possibile in mezzo a quella baraonda? A mezzanotte, quando, partita la musica e spenti i lumi, la contessa rimase sola, non osò piú andarlo ad assalire nella sua camera.Davanti alla banda, sul prato, ballavano i signori; i contadini ballavano piú lontano.
Festoni di palloncini colorati penzolavano tra gli alberi, tra le finestre della villa e della fattoria. Cortis tranquillamente "la costituzione di un partito che abbia nel pensiero il luminoso ideale di cui vi ho parlato e che espressamente consenta, in ordine a quello, sulle necessità presenti.Cortis le significò molto freddamente e recisamente la propria intenzione di partire presto per l'alta Italia e la propria volontà ch'ella rimanesse in Roma.
A ogni modo, rassicura questa povera donna verso la quale sei forse, qualche volta, ingiusta. Ella si sciolse dalle mani gagliarde che la stringevano, e mosse verso l'entrata del portico. Elena senza sorpresa, come se avesse veduti fin da prima i pensieri di suo zio.